Prove Libere

SABATO 10 OTTOBRE ORE 21,15

CAPPELLA DEI CONTADINI

Luca Pagliari

Giornalista professionista, storyteller, documentarista, è nato a Senigallia il 21 settembre 1960. Vanta una lunga espe- rienza in vari settori della comunicazione, ed il suo particolare approccio allo storytelling in questi anni ha ottenuto consensi unanimi. Le sue modalità narrative si basano sul costante intreccio tra racconto e filmato. Originalità, dinamismo e assenza di retorica sono al centro del suo storytelling che da tempo lo vede al centro di importanti campagne nazionali di sensibi- lizzazione e prevenzione legate alle principali tematiche etiche e sociali (cyber-bullismo, bullismo, tutela dell’ambiente, sicurezza stradale, droga, pari opportunità, violenza di genere…).

Direttore dei programmi di Radio Dimensione Suono, ha condotto e ideato programmi per Radio Rai, Radio24, Radio Dee Jay, Radio Italia Solo Musica Italiana.

In televisione, ha ideato e condotto programmi per RaiTre, RaiUno, Rai Educational, Tele Montecarlo, National Geographic, San Marino RTV, Stream e Tele+.

Ha ideato numerose campagne di prevenzione e progetti di comunicazione per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Presidenza della Camera, dei Ministeri dell’Interno, dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dell’Ambiente, per la Polizia di Stato, Confindustria, la Confederazione Nazionale dell’Artigianato, Nestlè, Unieuro, Conad, Intesa San Paolo, Mediolanum, Cattolica Assicurazioni, Generali, Comieco, Conai, Ricrea, Cial, Corepla, Ecodom, Ecoped e molti altri. I suoi progetti di comunicazione adottano un linguaggio originale, dinamico ed efficace che da anni ottiene apprezzamenti unanimi, e i cui percorsi formativi e motivazionali si discostano da quelli classici risultando particolarmente incisivi grazie ad un’impostazione mai scontata.

Ha ideato oltre 30 documentari e docufilm dedicati a varie tematiche, tra le quali l’ambiente, l’eti- ca e stili di vita, le problematiche giovanili ed altro.

Numerose inoltre le sue pubblicazioni: Andrà tutto bene se (Ventura, 2020); #cuoriconnessi (Cantelli, 2019); Dodicidue – una storia di bullismo (Historica, 2018); Cyberbul- lismo – Le storie vere di chi lo ha sconfitto (La Spiga, 2018); Cara Marta – lettera a una figlia (Historica, 2015); Kristel. Il silenzio dopo la neve (Historica, 2013); Flay – una storia di persone (2010); Mi chiamo Evaristo (Bevivino, 2008); Il cuore oltre l’ostacolo – diario di viaggio nel mondo della giovane imprenditoria (2008); Zona Cesarini, il calcio, la vita (Bompiani, 2006); Una scelta di vita (Bevivino, 2006).

Luca Pagliari: Giornalista

Ares Midiri

Nato a Roma nel 2006, dal 2011 si trasferisce a San Ginesio (MC), luogo in cui ritrova le proprie radici familiari. Avviatosi a 3 anni allo studio del violino (per sua espressa richiesta, dopo esser rimasto folgorato dal suono di quello strumento), dall’anno seguente viene seguito dal M° L. Mengoni. Nel 2019 supera l’esame di ammissione presso il Conservatorio della Svizzera Italiana ed è attualmente affidato alla guida del M° P. Berman. Grazie ad un precoce talento, debutta a soli 5 anni in qualità di solista con l’Orchestra da Camera ‘Sinfonietta Gigli’. Nel suo breve percorso violinistico Ares annovera già numerose e brillanti vittorie in importanti concorsi violinistici nazionali ed internazionali di categoria.

Ha frequentato per diversi anni il corso di perfezionamento estivo tenuto dal M° N. Boyarsky e nel 2014 viene intervistato da Rai – Radio 2 per la trasmissione Una Vita. Si è esibito come violino solista nella rassegna Civitanova Classica e in altri importanti eventi sul territorio. Viene invitato ad esibirsi per il Lions Club e per il Rotary Club e – come solista, a Fermo – per la rassegna ‘I Piccoli Mozart’. Ha rappresentato il liutaio G. Quagliano suonando un suo violino al teatro Politeama di Tolentino nell’iniziativa Suonano gli strumenti delle Marche, promossa dal Casale delle Noci. Nel 2018 è stato invitato ad esibirsi dall’associazione culturale Ottagono Letterari, nella cerimonia di assegnazione del Premio ‘Mignosi’ a Palermo, durante la quale è stato premiato come giovane talento artistico.

Attualmente suona tra i primi violini nell’Orchestra Giovanile del Conservatorio della Svizzera Italiana sotto la guida del M° Y. Ruiz. Ha superato brillantemente gli esami di passaggio al successivo anno del pre-college di Lugano, in anticipo rispetto alla sua età anagrafica.

Ares Midiri: Violinista

Michele Carbonari

Nato a Recanati nel 1980, consegue il diploma di maturità al Liceo artistico di Porto S. Giorgio (FM), dove all’ultimo anno viene selezionato per un soggiorno-studio a Managua in occasione del quale partecipa alla realizzazione di un affresco presso l’Universidad Politécnica de Nicaragua. Nel 2005 si iscrive alla Scuola di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, dove inizia una ricerca artistica influenzata dalla figurazione di Francis Bacon e da alcuni elementi dell’opera di Anselm Kiefer. Sono anni in cui lo studio della figura si traduce in una tensione espressiva che mira a sottrarre la visibilità dell’immagine (l’illustrativo e il narrativo) attraverso la materialità deformante del tratto pittorico.

Testimoni di questo suo atteggiamento sono l’opera Sì che non par ch’i’ ti vedessi mai, lastra di ferro di grandi dimensioni con cui nel 2007 vince il Premio Nazionale delle Arti e alcuni disegni e ritratti che, sfruttando molteplici tecniche e supporti, vengono realizzati fino al 2010 ed esposti in importanti manifestazioni come la 28a Fiera Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Bari e la Primaverile romana – Prendere posizione, presso la Galleria Studio S – Arte Contemporanea di Roma, entrambe svoltesi nel 2008. In questo stesso periodo partecipa ad un workshop europeo a l’École National Supérieur d’Art de Bourges e, nel 2010, si occupa della cura e presentazione della collettiva di arte contemporanea Ça va sans dire presso la Sala Polivalente di Cupra Marittima. Negli anni successivi il suo lavoro indaga le possibilità del fare pittorico tra figuratività e sintesi astratta delle forme, ponendo l’attenzione su una processualità operativa che mentre guarda al mondo esibisce se stessa. La svolta avviene a partire dal 2011, periodo in cui termina gli studi accademici e in cui gli esiti di questa nuova fase di ricerca vengono presentati per la prima volta in occasione della personale La signora della notte, presso l’Istituto di Storia e Fenomenologia delle Arti di Macerata. Da questo momento la figura umana sparisce dai suoi dipinti, sempre più incentrati sulla messa in gioco del frammento, sullo spazio dell’immagine in sé e sull’incontro con le cose che lo circondano. Registrano questo mutamento le svariate personali e collettive realizzate fino alla fine del 2018, di cui tappe significative sono la mostra del 2012 all’Archivio dell’Architettura Contemporanea di Salerno, a cura di A. Tolve e la bipersonale del 2015 Dittico – Franko B e Michele Carbonari, nello spazio Fuori Posto di Montegranaro.

È però il Premio ‘Pannaggi – Nuova Generazione’ 2019 (e la conseguente personale The last image al Museo Palazzo Ricci di Macerata) a sintetizzare al meglio gli ultimi anni del suo percorso, che la curatrice P. Ballesi descrive in questi termini: «La pittura di Michele Carbonari con una libera scissione dello sguardo ripresenta, cioè dà a vedere ciò che si vede e lo rende per la prima volta visibile, non semplicemente inserito in una rete di segnali visivi. E in questo modo le diverse forme di esistenza sfumano le une nelle altre in un ordine né rigido né fisso perché la cosa perde il suo significato unico e dicibile per transitare in una sequenza di significati mutanti e in continuo movimento, tanto da poter essere di volta in volta recuperata sotto un’altra visione e un’altra dicibilità». Si tratta di opere nelle quali si avverte la risonanza della pittura italiana del ‘300 e ‘400 (come pure della prima metà del ‘900), sensibile all’aspetto geometrico-strutturale e al senso di sospensione atemporale, lavori in cui la tavolozza cromatica si schiarisce decisamente rispetto ai dipinti del decennio precedente e il ductus pittorico è avvicinabile ad artisti come Luc Tuymans e Wilhelm Sasnal.

Michele Carbonari: Pittore

mufe-favicon